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Ristorante situato nel centro storico di Assisi, a 200 metri dalla Basilica di Santa Chiara e a 100 metri dalla piazza del Comune; il parcheggio "Mojano" è a cinque minuti di cammino. Ambiente elegante ricavato all'interno di un antico insediamento di epoca romana risalente al 75 a.C. di cui conserva vari reperti. La proposta culinaria è varia e ricca di specialità, principalmente umbre. In cantina sono presenti oltre 1000 tra le migliori etichette ed annate di vini italiani ed internazionali. Ideale sia per una colazionedi lavoro che per una serata romantica a lume di candela nelle sale romane, "La locanda del Cardinale" è la location perfetta anche per banchetti e cerimonie al piano nobile, dove sono conservati magnifici affreschi risalenti al XVI secolo.

STORIA


Ristorante costruito su un insediamento di epoca romana. Durante i lavori di ristrutturazione dei locali seminterrati del cinquecentesco Palazzo del Cardinale, sono stati riportati alla luce alcuni ambienti probabilmente pertinenti al settore occidentale della Domus Romana Assisiate. La scoperta più rilevante è avvenuta nei locali posti all’estremità ovest del Palazzo, dove è tornato alla luce un pregevole pavimento realizzato in tecnica mista, con tappeto in cementizio a base litica, inquadrabile negli ultimi decenni del I sec. a.C., decorato con originali inserzioni di paste vitree e di piccolissime tessere colorate che formano eleganti disegni e forme geometriche. La lunga serie di ritrovamenti avvenuti, sono la testimonianza anche di frequentazioni successive datate già sul finire del IV secolo d.C. Ne sono la testimonianza il recupero di frammenti di vasellame e di materiale ceramico (fine VI-VII secolo d.C). Il Palazzo, nel 1549, fu dimora del cardinale Bartolomeo Roverella, nominato dal Papa governatore di Assisi e Perugia. Successivamente appartenne ai conti Bensi, potente famiglia Assisana. Ne fu illustre componente Francesco Bensi, segretario e consigliere di Papa Clemente VII, pontefice dal 1523 e passato alla storia per aver rifiutato il divorzio ad Enrico VIII provocando lo scisma della chiesa anglicana dal Cattolicesimo. Francesco Bensi è nominato in un famoso sonetto di Francesco Redi in cui si dice che a Roma non si muove foglia che "Checco" non voglia. Il Palazzo in seguito fu di proprietà dei ricchissimi e potenti conti Fiumi.

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